ieri sera ho provato un fascino strano...
ho ospitato una festa, di amici modenesi in trasferta a Milano.
Le ragazze sono arrivate armate di tigelle, testi per cuocerle, salumi, bevande, scherzi per il festeggiato, storie...
hanno passato tutta sera praticamente in cucina sfornando tigelle e noi a mangiarle come maiali con salumi, pesto e nutella.
E' stato bello vedere la forza delle ragazze emiliane, che le vedi e sono ragazze moderne, divertenti, creative ma quando si tratta di cucina... a noi emiliani ci prende qualcosa dentro che non credo si possa descrivere, si può solo vivere, qualcosa che ti prende tutto, ci si mette ai fornelli e si prepara.
E' da quello che mi rendo conto che è nato il mio piacere per la cucina e per far da mangiare, nel vedere le nonne, le zie, le mamme che si mettono a preparare, che ci tengono che le cose siano fatte bene, si segua la tradizione o si aggiunga un tocco personale, che "il ragù come lo faceva mia nonna, ma io ci metto un po' più di salciccia"...
e ieri sera ho provato quel piacere quasi fisico di vedere ste belle ragazze, preparare, organizzare, cucinare, scaricare casse di birra, con un'organizzazione lunga e preparata degna di un corpo d'armata e diventare donne d'un colpo, perché se prima potevi anche vederne la fragilità femminile, poi diventano generali ed è meglio lasciare il campo libero.
E' come un altro modo di essere coccolati. Io che di solito nelle cene o nelle feste sono il padrone di casa e quindi della cucina, ho potuto per una volta lasciarmi coccolare, sicuro che tutto era in ottime mani e che tutto sarebbe venuto alla perfezione, come appunto è stato...
adesso mo vado a farmi na tizella che mi è venuto un languorino.. soccia...